Articolo: Due ricordi: confesso che ho (quasi) vissuto i 25 anni del world wide web

Oggi il World Wide Web compie 25 anni e anche io voglio condividere due miei ricordi,  datati anno 1993, che si legano alla mia storia personale con il web: il primo di questi ricordi è un po’ buffo e vede un giovane post adolescente alle prese con un pappagallo australiano e il secondo è un po’ più personale e legato agli ultimi mesi di vita di mio padre.

Consentitemi però di usare di nuovo – dopo quasi venti anni – una espressione ormai arcaica, ma che nel 1993 suonava come nuova frontiera:

Ho navigato nella tela del web, ho letto i primi numeri di Wired, ho navigato sul Browser NCSA Mosaic, il progenitore di Netscape, ho letto (e scritto) sulla rivista Internet News che ha sdoganato Internet in Italia, ho comprato il mio primo libro online su Amazon nel 1996. Ecco, l’ho detto! :D

Sognare una nuova frontiera: Mosaic, il World Wide Web e il Pappagallo Australiano

La mia prima navigazione nelle mitiche proto-pagine scritte in HTML (HTML versione 1.1, senza tabelle e con font Times New Roman)  è avvenuta a Torino:

Era il mese di marzo del 1993 e presso il C.I.S.I. – Centro Interdipartimentale Servizi Informatici, Università di Torino – frequentavo un corso sperimentale di Reti Informatiche e Telematiche.

E’ stato il mio futuro relatore di tesi –  Guido Ferraro – a suggerirmi di frequentare quel corso visto che con uno spiazzante anticipo, nel 1992 al primo anno di università, avevo appena prepotentemente chiesto  di raccogliere materiali per una tesi sulla comunicazione basata sulle reti telematiche.

… e io non ci ho pensato nemmeno un secondo, trascinato dall’entusiasmo di un ventiduenne, e mi ci sono buttato nella rete e dalla rete non ne sono ancora uscito

Il pappagallo australiano simbolo delle ingenue utopie di un ventenne.

Il primo Browser che ho toccato con mouse si chiamava NCSA Mosaic. Allora lo guardavamo come oggi si potrebbe guardare una nave spaziale in viaggio verso Marte.

NCSA Mosaic Browser

Mi ricordo ancora quando abbiamo digitato l’indirizzo di un sito, che ci era stato trasmesso via email poiché non conoscevamo ancora i motori di ricerca:

Yahoo! nel 1993 non era ancora nato.

Siamo arrivati ad un sito di una imprecisata università australiana e abbiamo visto – scaricandola riga per riga – una foto di un pappagallo.

Oggi fa sorridere, ma per me – ventiduenne di allora – vedere una foto che era in “Australia” significava sognare una nuova frontiera:

quella di siti di vendite via internet e scambi culturali in cui le frontiere e i confini di dell’ingenuo mondo del 1993 non avessero più senso

Così è stato, ma per me che ho vissuto tutto questo cambiamento comprese due crisi economiche causate dal web, una poco conosciuta nel 1995 e una molto conosciuta (era delle DotCom nell’anno 2001), tutto ciò è stato veramente faticoso.
Giardini Cesare Giubertoni, Medico dei Bambini, Novara

Mio padre, medico pediatra, sfiorato dalla rete e ora nodo della rete

Il secondo ricordo è un po’ più intimo e riguarda gli ultimi mesi di vita di mio padre, Cesare Giubertoni.

Nel 1993 a mio padre è stato diagnosticato un tumore al polmone allo stadio terminale.

Mio padre era un accanito fumatore: fumava da uno a tre pacchetti di Gitanes senza filtro al giorno.

Nel 1993 la sua malattia ha avuto un tracollo che lo ha rapidamente portato al decesso e proprio nel mese di marzo del 1993 – quando io iniziavo a navigare in rete – iniziò ad accusare i sintomi più devastanti della sua patologia.

Nelle conversazioni che avevo con mio padre, spesso gli parlavo rianimandomi di entusiasmo – di questa immensa rete informatica il cui nome era Internet –  che tramite un ipertesto mi consentiva di vedere il costo delle fotocopie di qualche sperduto dipartimento di  Harvard oppure di vedere la foto di un pappagallo australiano addirittura in diretta.

Mio padre non capiva quello che io tentavo di spiegargli quasi dipingendolo come se fosse un dipinto, armato solo della passione totalizzante di un ventiduenne: non riusciva a comprendere  il mio entusiasmo verso questa nuova utopistica frontiera chiamata internet,  figlia della guerra fredda, dei Browser, di Mosaic, dell’FTP, dei miei progetti futuri di scrivere una tesi su internet (e così fu nel 1997).

Mio padre ascoltava, ogni tanto sorrideva (o forse abbozzava), ma non poteva capire e nemmeno io potevo spiegare, poiché non  avevo i mezzi per procurarmi libri, foto e computer, per mostrargli e fargli usare questa rete senza frontiere:

ma ora posso confessare a me stesso e alla mia nostalgia … che nemmeno io comprendevo gli schemi di ciò che vedevo. Ero solo in grado di intuire, rimanendone spettatore affascinato, un nuovo modello di comunicazione non previsto della storia dell’umanità … e in un qualche modo a quel modello stavo partecipando di persona.

Mio padre è mancato il 20 settembre del 1993.

Mio padre, come antico utopista e sognatore di ideali di uguaglianza, anch’egli preso nei nodi della rete.

Anche mio padre – nato nel 1935 – era a suo modo uno sperimentatore e un uomo che guardava verso un’altra frontiera. E’ stato un giovane pediatra, un idealista, un intellettuale che credeva in una società di pari diritti e pari doveri per ogni cittadino.

Mio padre si faceva chiamare Medico dei Bambini perché le madri degli anni ’60 del secolo scorso confondevano i pediatri con i callisti e questo … era un problema per la salute dei bambini (ed anche dei calli delle loro madri e padri ;) ).

Appassionato di musica classica,  di storia contemporanea, ha fuso queste sue passioni con la sua professione pensando che la medicina pediatrica dovesse essere un diritto di ogni bambino.

Cesare Giubertoni a sinistra e a destra Enrico Giubertoni a 15 anni d'etàHa sempre lavorato sia in strutture private, sia in strutture pubbliche poiché pensava che la salute dei bambini fosse un diritto naturale che nessuna differenza di censo dovesse in qualsiasi modo ostacolare o negare.

Nel 1987 ha deciso – spinto da un figlio Nerd – di acquistare un PC e “informatizzare il suo studio pediatrico”. Da allora è iniziata una avventura fatta di  MS-DOS, Windows 3.1, BBS (point di Fidonet) nel 1993, Windows 95/98/ME/XP tutto unito ad internet, in parte con mio padre e in parte da solo.

Mio padre non aveva un carattere semplice. Ha avuto diversi nemici: ma poco dopo la sua morte, le stesse persone che ha curato, ora cresciute, hanno voluto intitolargli un parco pubblico in un quartiere popolare della sua città.

E così mio padre divenne a suo modo un nodo della rete. Ora lo si trova qui nelle mappe di Google.

E la volete sapere l’ironia della sorte? Mio padre non aveva assolutamente il pollice verde :)

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